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House of Courtyards su Elle Decor

Press

Traduzione dal ceco

Di ANNA POVEJŠILOVÁ

Fotografie di JAMES JOHN JETEL

Avvicinandosi alla porta d’ingresso dal vialetto di ghiaia, si percepisce subito che questo luogo idilliaco nasconde delle sorprese. L’ingresso, in un grigio profondo — sobrio e misurato — si inserisce in un cortile silenzioso. Da un lato: una tettoia per le auto. Dall’altro: la casa principale. Tutto appare modesto — finché non si varca la soglia. Una volta all’interno, si viene trasportati in un mondo di prospettive mutevoli. Le inquadrature svelano strati sovrapposti di spazio, e spesso è difficile distinguere se si stia guardando verso l’interno o l’esterno. Gli ambienti, dai toni smorzati e apparentemente delicati, si aprono su spazi di transizione poetici, che offrono un momento di quiete — e di meraviglia.

Progettata dallo studio di architettura e design alepreda, con sede a New York e fondato dal versatile architetto italo-americano Alessandro Preda, la casa è stata realizzata come residenza per le vacanze di un amico di università e della sua famiglia. Con materiali naturali e dettagli artigianali, l’abitazione offre un senso di rifugio pur abbracciando i ritmi della natura — un balsamo prezioso per chi arriva dalla giungla urbana.
«Cortili, pareti vetrate e ampie finestre scorrevoli permettono alla casa di espandersi e contrarsi con il passare delle stagioni», spiega Preda.

Questa flessibilità consente alla famiglia di vivere appieno il mutare dell’ambiente circostante — dagli inverni innevati ai fiori selvatici della primavera, dai prati rigogliosi dell’estate al fogliame spettacolare dell’autunno. L’ingresso, interamente vetrato su entrambi i lati, guida lo sguardo attraverso il cortile principale fino a un boschetto di querce, aceri, betulle, frassini e faggi.

Il terreno si estende per quasi 12 acri.
«Per intensificare il rapporto con il paesaggio, abbiamo incorniciato con attenzione le vedute — verso un albero, uno stagno naturale, nuvole in movimento o colline ondulate — e progettato cortili con diversi gradi di apertura», racconta Preda. Questi momenti evocano i paesaggi lirici di Gustav Klimt o Peter Doig, trasformando la natura in un’opera d’arte vivente.

Il confine tra interno ed esterno è insolitamente fluido, e anche il processo costruttivo è stato fuori dal comune. Architetto e committente non erano solo amici intimi, ma condividevano una stessa sensibilità progettuale. Preda ha testato i dettagli e realizzato i disegni esecutivi nel suo laboratorio di Brooklyn, che poi il proprietario e suo fratello hanno utilizzato per costruire personalmente vari elementi: la ringhiera della scala in rovere bianco, i mobili del bagno in teak, le piastrelle esterne in calcestruzzo e i vasi. Questi elementi tattili sono ricchi di carattere locale e significato personale.

I contrasti materici sono bilanciati con maestria.
Rivestita in doghe di legno, la struttura richiama l’architettura vernacolare americana, ma la palette è contenuta: marmo, teak e altri materiali nobili vengono impiegati con una semplicità intenzionale, senza mai sfociare nell’eccesso. Gli interni cedono il protagonismo al paesaggio, invitando alla contemplazione e offrendo scorci inaspettati sulla natura.

Il legame con l’ambiente è ancora più profondo: il focolare e i piani della cucina sono in steatite, mentre pavimenti e arredi fissi sono realizzati in rovere raccolto nei boschi circostanti. La casa e il suo contesto sono in stretta sintonia, in un continuo rimando reciproco.

La visione architettonica di alepreda si estende fino al più piccolo dettaglio.
Lo studio ha progettato l’intera struttura, ideato soluzioni su misura in ogni ambiente e arredato gli interni con pezzi provenienti dal brand di design fondato da Alessandro stesso, Miduny. L’architetto ha anche realizzato una serie di opere pittoriche minimaliste pensate appositamente per la casa.
Il risultato è un autentico gesamtkunstwerk: un’opera d’arte totale, nata dall’incontro tra l’artigianalità italiana, la sensibilità dell’Europa centrale e la luce dell’America.

Dettagli dagli interni:

  • Il soggiorno, orientato a est, si apre verso colline boscose e uno stagno a nord-est. La luce morbida, con riflessi verdastri, rimbalza sulle foglie tremolanti.

  • Il camino in steatite — progettato da Preda — offre una texture vellutata, quasi saponosa. Quasi tutti gli elementi funzionali e decorativi sono stati realizzati su misura.

  • Lo studio, che funge anche da stanza per gli ospiti, è accessibile attraverso un cortile. La scrivania in rovere ebanizzato proviene da Miduny.

  • Nel bagno, una finestra a tutta altezza si apre direttamente sul paesaggio. Il rivestimento in marmo si combina con arredi in teak e un pavimento in teak nella doccia, che aggiunge calore all’ambiente.

  • Il portico coperto corre lungo il cortile, creando una zona esterna protetta. Un aggetto simile sul lato opposto consente di vivere l’esterno tutto l’anno — anche sotto la pioggia.

  • Una scala nascosta, realizzata dai proprietari seguendo un prototipo di Preda, è celata dietro una porta segreta adiacente al soggiorno.

  • Nella camera da letto, il rivestimento a parete funge da testiera. Le doghe, di larghezze sfalsate, riprendono il disegno della facciata.

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