Alpine Hut
Architettura
Adagiato su una cresta battuta dai venti, Alpine Hut omaggia le sue origini pur tracciando un nuovo standard. Erede del bivacco Apollonio, che ha accolto generazioni di alpinisti, propone una visione essenziale e innovativa dell’architettura d’alta quota: compatta, resistente e precisa. Sviluppata per un concorso che privilegiava chiarezza, economicità e durabilità, la struttura ospita fino a dieci persone, integra spazi dedicati all’attrezzatura e si fonda su dettagli ripetibili e collaudati in campo.
Non si tratta di un gesto estetico, ma di una risposta funzionale a condizioni estreme: la forma a piramide tronca, con una base ampia e un restringimento verso l’alto, abbassa il baricentro e rende la struttura più stabile contro i forti venti montani. Le superfici inclinate deviano il flusso di aria fredda discendente (vento catabatico), mentre le finestre sfalsate riducono la pressione esercitata dal vento sul guscio esterno e attenuano il taglio dovuto al suo scorrimento. Esteticamente, il bivacco si staglia come una scheggia cremisi tra le vette, un segno deciso che integra l’oggetto nel paesaggio.
All’interno, l’ambiente è essenziale ma accogliente: i rivestimenti in larice e i dettagli in lana ammorbidiscono la struttura, mentre una striscia continua di luce zenitale cattura il sole di giorno e le stelle di notte. Gli spazi sono studiati per offrire comfort e rapidità d’intervento: i tavoli si trasformano in cuccette, gli armadietti scorrono per diventare sedute e gli ampi piani di appoggio possono essere usati come postazioni di triage improvvisate.
L’adattabilità è parte integrante del progetto: le cuccette scorrono su binari incassati lasciando libero il piano centrale per briefing o evacuazioni. Un pannello sotto la scala d’ingresso nasconde una barella estraibile, mentre armadietti codificati per colore garantiscono rapidità e chiarezza nelle operazioni di soccorso.
Il nucleo strutturale del bivacco — una “scocca” in X-Lam e alluminio — coniuga resistenza, leggerezza e sostenibilità ambientale. I pannelli prefabbricati, fresati a controllo numerico in laboratorio, vengono trasportati in elicottero e assemblati senza ricorrere a macchinari pesanti. La fondazione, ridotta a pochi pilastri, tutela la flora alpina e consente di rimuovere l’intera struttura in futuro senza lasciare tracce.
Il vivace rivestimento rosso è al contempo omaggio e strumento funzionale: il coating in polvere rende il bivacco ben visibile nella neve e dall’alto, mentre i pannelli fotovoltaici integrati alimentano luci, ventilazione e sistemi di emergenza. Le aperture triplo vetro lasciano filtrare il sole invernale e contrastano l’accumulo di ghiaccio.
Oltre alle sue prestazioni tecniche, Alpine Hut è uno spazio di contemplazione. Le viste incorniciate si allineano alle creste e alle valli, trasformando la struttura in un belvedere sul paesaggio circostante. Rifugio e osservatorio allo stesso tempo, ridefinisce la sopravvivenza non come mera resistenza, ma come senso di appartenenza.
Team
Alessandro Preda, Nicola Brasetti
